Sapper

2020/10/5

「ご無沙汰しております」Riassunto di un anno…”particolare”


C’era una volta il 2020,
Con i suoi alti e bassi, l’epidemia, le Olimpiadi (saltate), il referendum in Italia, il ritiro di Abe dalla politica giapponese, le elezioni USA ed un sacco di altra roba interessante.

Voi come lo avete passato?
Io ho terminato il 2019 “con il botto”ed ho iniziato il 2020 tenendo tra le mani il mio nuovissimo tesserino da accompagnatrice turistica internazionale; il che -tradotto in parole semplici- significa che sono ad un passo dal mio sogno, quello di accompagnare i turisti giapponesi alla scoperta delle bellezze del nostro stupendo paese, l’Italia.

In giro lungo le rive del Lago Maggiore con la responsabile del corso di turismo che ho frequentato ad Osaka. La mia prima esperienza da accompagnatrice turistica in giro per il Piemonte! (Settembre 2018)

L’aver iniziato nell’Aprile 2019, a lavorare per una ditta giapponese ben conosciuta nel settore turistico locale, mi aveva già gasato molto di per sé, poiché le opportunità che mi si aprivano davanti erano molteplici:
-Approfondire la conoscenza della società giapponese, lavorando come responsabile delle risorse umane in un ufficio dove sono l’unica straniera
-Lavorare nell’ambito delle Olimpiadi, evento che per me rappresenta tantissimo (da buona torinese volontaria nel 2006)
-Accompagnare i turisti stranieri in giro per il Giappone
-Accompagnare i turisti giapponesi all’Estero
…e tutto senza che una cosa escludesse l’altra.
Sono sincera quando dico che mi piace molto il mio posto di lavoro e sono stata fortunata a trovare un ambiente così amichevole in un paese che con gli immigrati può essere a volte, molto poco delicato.

Purtroppo però, al momento è tutto in stand-by per via della pandemia.
Il settore turistico internazionale è stato messo in ginocchio ed al momento solo quello nazionale (giapponese) ha ripreso il giro alla grande.
Questo grazie a quello che da noi in Italia è stato chiamato “bonus vacanza” e che qui si chiama “Go-to travel campaign”[1].
Vedete che non solo in italia siamo fanatici degli anglicismi che fanno tanto “cool”?

Il 2020 avrebbe dovuto insegnarmi la pazienza, ed in parte lo ha fatto. Su alcuni versanti mi ha insegnato a non tenermi dentro le cose e ad esprimere ciò che penso, nel bene e nel male.
A volte avrei voluto urlare contro le persone, ma questa “particolare” annata è stata tale per tutti, ed è allora che ho giocato la mia abilità speciale, la temperanza. Anche quando dall’altra parte di comprensione non ce n’era per nulla.
Non sono diventata una persona migliore come si diceva in giro; non penso di essere cambiata a causa del virus, piuttosto è il paese Giappone che goccia a goccia, lungo questi (quasi) 5 anni (che dovevano essere 9 mesi), mi ha lavorata come si fa con il più duttile dei metalli. Peccato che gli anni passino e la malleabilità si faccia sempre meno 🙂

Nella speranza che tutto passasse in fretta, sono stata fiduciosa riguardo un rientro in patria a luglio, poi una visita di mia sorella qui ad agosto; ho seguito l’evolversi della situazione in Italia dall’inizio e  se speravo di rientrare per Natale, o che mia sorella potesse venire a trovarmi, niente: Italia divisa in zone più o meno rosse e nessuna voglia da parte del Giappone di rendere più facili gli spostamenti anche per noi immigrati.
Ed ha anche ragione questo paese che ha così pochi contagi a dispetto dei suoi 126 milioni di abitanti[2], però questo sarà il mio primo Natale lontana da casa e sono sincera, fa malissimo.

La Traviata (la mia tragedia preferita) al Teatro Regio nel 2018: il rientro in patria non è mai stato così emozionante! Un brindisi, alla Vostra!

Beh, in questo anno di attese, di cassa integrazione, di pizza fatta in casa, mascherine dai prezzi esorbitanti (NON calmierati!) e scomparsa della carta igienica dagli scaffali di ogni supermercato o negozio che fosse[3]:
-Ho comprato una macchina da cucire ed ho (quasi) imparato ad usarla
-Ho fatto cosplay impersonando per la prima volta un personaggio di un manga/anime, Lamù[4]; è stato divertentissimo!

…chi l’avrebbe mai detto che fare cosplay fosse così divertente?! Tutto merito del mio amoruccio Ataru!

-Ho letto meno di quanto mi fossi ripromessa ed anzi, a dire la verità ho letto molto di più nel 2019
-Ho visto un Giappone diverso, fatto di luoghi turistici vuoti, il che da un certo punto di vista ha il suo fascino…
-Sono andata per la prima volta nella mia vita agli Universal Studios Japan di Osaka. Non ho fatto praticamente alcuna fila per salire sulle attrazioni: una giornata super per scrollarsi un po’ di pensieri di dosso.

E voi che cosa avete fatto in questo anno così…”particolare”?


「ご無沙汰しております」,「ごぶさたしております」, in alfabeto latino “Gobusata shiteorimasu”; significa letteralmente “Non mi sono fatto sentire per un lungo periodo”, in un significato più ampio “Mi scuso per il lungo silenzio”.

[1] Torna alla lettura In giapponese “Go toトラベル”.
Esiste anche la meno conosciuta “Go toイート”, ovvero “Go-to Eat”, dedicata ai ristoranti in genere.
[2] Torna alla lettura La differenza tra il numero di test effettuati in Italia e quelli effettati in Giappone è però imponente, soprattutto se si tiene in considerazione il numero di abitanti delle due nazioni.
[3] Torna alla lettura Se in Italia c’è stata la corsa al lievito, qui in Giappone c’è stata la corsa alla carta igienica. Questo perchè è stata messa in giro una voce secondo la quale la Cina, da cui proviene grande parte della produzione di carta che circola in Giappone, ne avrebbe fermato la fornitura come successe durante la crisi petrolifera degli anni 70.
[4] Torna alla lettura In giapponese 「うる星やつら」”Urusei Yatsura” dove Lamù è ラムちゃん “Lamu chan”


Maxi Ferreira

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45°04′N 7°42′E ~ 34°41′37″N 135°30′07″E

da Torino ad Osaka, all' improvviso.